EU Pelvis - Scuola Riabilitazione Perineo

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Pillole di saggezza

Emmanuel Mounier
Il mio corpo è più del mio corpo. Io non ho un corpo, io sono un corpo.
Alexander Lowen
Non esistono parole più chiare del linguaggio del corpo, una volta che si è imparato a leggerlo.

Michel Foucault
Il mio corpo, in realtà, è sempre altrove. È legato a tutti gli altrove del mondo. E, a dire il vero, è altrove solo nel mondo. Perché è intorno a esso che le cose si dispongono, è rispetto a esso, e rispetto a esso come rispetto a un sovrano, che ci sono un sopra, un sotto, una destra, una sinistra, un avanti, un dietro, un vicino, un lontano. Il corpo è il punto zero del mondo, là dove i percorsi e gli spazi si incrociano. Il corpo non è da nessuna parte...

Alla scoperta del perineo femminile

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Curare incontinenza, dolore sessuale e vivere il piacere

Un  nuovo approccio al perineo al femminile, valorizzando i vissuti, demedicalizzando gli esercizi, mettendo al centro la donna. 
La sua gestazione?  12 anni orsono...

L’esperienza della gravidanza, del parto, della maternità, sono state per me infatti, come per molte donne, detonatore di trasformazioni profonde.
Il “passaggio” di Sofia è stato accompagnato da un taglio del perineo che ho vissuto con lacerante dolore fisico e psichico. 
Il suo venire alla luce dall’urlo di entrambe.

Mi sono sentita violata pur consapevole che non era nell’intenzione di nessuno farlo.
La mia femminilità era stata minata nel suo “cuore sacro” e l’accorgermi di perdere urina, il non sentirmi più la stessa nella sessualità hanno messo in crisi la percezione di me come donna.
La volontà di riappropriarmi del mio parto mi ha portata durante la gravidanza di Filippo ad interessarmi di parto attivo e il suo passaggio è stato la cosa più dolce del mondo: è nato in posizione accovacciata … dormendo.

Queste esperienze sono state stimolo di ricerca per me ma anche per le altre donne.
Da fisioterapista mi sono cosi avvicinata alla riabilitazione uro-ginecologica e da pedagogista ho cercato strumenti educativi per comprendere e trasmettere alle donne i suoi contenuti. 

Mi  sono resa subito conto che il mondo ostetrico è ricco di stimoli educativi mentre quello fisioterapico di spunti tecnici ma mancava un ponte che desse dignità al lavoro empirico fatto da molti operatori del settore che cercavono di andare oltre la medicalizzazione di un ambito, dove corpo emozioni e vissuti, si mescolano condizionando il processo di recupero.

Incontinenza infatti  è anche vissuto, è storia personale, è memoria. E cosi ho scelto di dare alla mia riabilitazione un approccio fenomenologico privilegiando strumenti come l’osservazione partecipante, l’intervista libera, la scrittura riflessiva propri della ricerca qualitativa. 

Far parlare e scrivere le donne  è stato scoprire un vaso di Pandora perché incontinenza significa anche senso di invecchiamento precoce, perché spesso è accompagnata da una scarsa percezione sessuale di sé ma soprattutto perché è sovente  la conseguenza del parto, di un parto che non è stato come si desiderava. Incontinenza spesso accompagnata da scarso piacere, incontinenza come occasione per parlare di orgasmo… di un orgasmo  mancato.

Ciò mi ha permesso di allargare moltissimo la prospettiva del problema e l’approccio terapeutico. Ha permesso inoltre ad altre professioniste e donne di dar voce ad intuizioni ed esperienze che sono diventate terapeutiche.
Ho imparato moltissimo, mi sono emozionata e commossa. 

Questo corso è la sintesi del mio lavoro e dei vissuti delle donne, è una goccia d’acqua in un mare profondo. 
Il suo obiettivo è dare dignità a pratiche istintive che connettano il perineo con i vissuti personali.  
Se ciò accade il recupero è assicurato ma soprattutto il riabilitatore può finalmente farsi da parte.  

RIEDUCAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO ED EDUCAZIONE PERINEALE
Perché educazione perineale? 
Perché  un vero recupero mira alla totale autonomia della persona. 
E solo attraverso un approccio educativo possiamo pensare di raggiungere tale scopo.

La rieducazione del pavimento pelvico si struttura classicamente in tre fasi:
 
- Presa di coscienza.
- Rinforzo (attraverso tecniche di bio feed-back, elettrostimolazione, chinesi).
- Automatizzazione.
 
Se sulla seconda e terza fase del trattamento molto si è scritto molto,  poco si trova invece sulla prima fase, quella della presa di coscienza. 
Eppure da numerosi studi risulta che le donne trovano “misteriosa"  la natura dei muscoli del pavimento pelvico (1), tendono a darsi la colpa quando non fanno gli esercizi a casa e ricevono spesso informazioni poco precise sui muscoli da attivare (una donna riferisce di aver ricevuto l’indicazione  “tira dentro i muscoli mentre lavi i piatti” dal suo medico di base, credo che un’indicazione meno contestualizzata di questa sia difficile). 

“E’ diverso da quello che chiameresti un vero esercizio” affermano. 
Quindi se lo è richiede una maggior cura per essere compreso.
In particolare  dallo  studio appena citato  che voleva inizialmente  verificare l’efficacia di due diverse modalità di training domiciliare, ha evidenziato la tendenza delle donne a modificare gli esercizi spontaneamente alterando la forma insegnata dai fisioterapisti.  

Ciò evidenzia  da un lato l’esigenza della donna di “fare proprie” le pratiche acquisite e dall’altro il bisogno di essere accompagnata nella fase di apprendimento.
Tutte le figure, sanitarie e non, che vengono a contatto con le donne, dovrebbero sviluppare competenze educative per poter favorire quel cambiamento radicale che restituisce una volta per tutte potere ad una femminilità spesso negata su un piano corporeo.

L’EDUCAZIONE PERINEALE FRA ARS EROTICA E SCIENTIA SEXUALIS
Per potersi avvicinare ad una più profonda comprensione del perineo femminile ben al di là del paradigma medico è necessario fare un excursus nella storia della sessualità.
La cultura occidentale ha sempre costruito paradigmi interpretativi dualistici della realtà; da Platone a Freud il mondo lo si è sempre concepito diviso in due: idee e forme, pulsione e ragione.

Per Freud la cieca pulsione, la libido, è istinto animale, irrazionale e cieco.
Si è spesso imputato alla repressione sessuale la responsabilità  dei vissuti negativi rispetto alla sfera sessuale e genitale. Ma c’è veramente stata una repressione?
Per Michel FoucAult (Storia della sessualità volume 1, La volontà di sapere) non proprio.
Dal XVIII secolo  infatti si assiste ad una progressiva incitazione a parlare di sesso nel confessionale con dovizia di particolari.

Pedagogia e medicina dal secolo successivo si interessano di “controllo della sessualità infantile” definendo i pericoli della masturbazione.
Famiglia, scuola e istituzioni religiose da un lato, medicina dall’altro creano fronte unico per far si che  la masturbazione non passi soltanto come un peccato ma come la causa di gran parte della malattie.
Si creano delle verità sul sesso e nasce la scientia sexualis. Si inizia a parlare anche in psichiatri di “perversioni” ma il filtro morale chiaramente porta ad individuare infinite patologie e malattie di origine sessuale.

Il prete, lo psichiatra, l’analista, il medico “ricevono “ la confessione. 
Chi confessa viene “assolto”, condannato, deresponsabilizzato, curato.
Vi è un espropriazione della corporeità  vissuta, che caricata di contenuti clinici e morali, viene privata di quelli esperienziali. 

In Oriente invece, in particolare nelle filosofie millenarie (di Cina, India, Giappone)  ma anche nella Roma antica e nella civiltà arabo mussulmana le verità sono estratte  dal piacere stesso, raccolto come pratica e tramandato come sapere segreto, fonte di benessere e lunga vita.
La sessualità, proprio perché molto pragmaticamente fa bene, è fonte di apprendimento e studio, osservazione e arricchimento.

Ed è in questo contesto che si parla invece molto esplicitamente e con termini che maggiormente esprimono il senso di un sistema funzionale, di ioni e lingam intesi come organo sessuale femminile e maschile.
L’ARS EROTICA  è una vera e propria forma d’arte e il culto di essa è elisir di lunga e sana vita, sapere segreto, tramandato oralmente. In essa troviamo innumerevoli spunti per pratiche sul perineo.  La padronanza del corpo a cui essa mira si raggiunge attraverso pratiche corporee e sessuali prive di contenuti morali.

Maschile e femminile hanno due diverse nature e ciò porta alla ricerca della massima espressione di entrambe.
Non si parla di patologia ma di disarmonia di corpi e nature. 
Eccone un esempio:
“L’uomo chiama, la donna segue. Sopra c’è azione, sotto c’è ricezione, questo è l’ordine di tutte le cose. Se l’uomo si muove e la donna non risponde, se la donna è eccitata e l’uomo non accondiscendente, allora l’atto sessuale danneggerà non soltanto l’uomo ma anche la donna. Pertanto l’uomo e la donna debbono muoversi secondo il loro orientamento cosmico”.
Tung-hsuan 

Se l’educazione perineale diventa anche ars erotica, se gli esercizi proposti si inscrivono in un percorso di benessere e non solo di guarigione la donna recupera il suo senso di potere (empowerment) e si prende cura di sé con gioia e divertimento.
Trovare spunti per le pratiche nel taoismo o nel tantrismo, parlare di sessualità con naturalezza, senza falsi  pudori e serenamene è stile da coltivare per chi vuole veramente andare in profondità, proprio dove il perineo vive.

MESTRUAZIONE, MATERNITA’, MENOPAUSA: UN’ESPROPRIAZIONE
Restituire potere significa ridare alla donna la consapevolezza di poter vivere in prima persona i momenti più importanti del suo essere femmina.
Le cosiddette iniziazioni nelle varie culture antiche erano caratterizzate da riti di passaggio di cui abbiamo perso il senso e la bellezza.
L’uso sistematico e spesso eccessivamente caldeggiato della pillola fin dall’adolescenza ma soprattutto la mancanza di “trasmissione orale” da madre a figlia sulle variazioni della ioni  nelle varie fasi del ciclo hanno reso la donna in “balia” delle sue fluttuazioni ormonali trasformando in “sindrome” spesso anche semplici segnali di questa multiformità femminile.

La medicalizzazione del parto che si è verificata a partire dagli anni 50 se da un lato ha salvato molte vite, dall’altro ha privato del “sapere pratico” l’esperienza della nascita.
La posizione litotomica (gambe per aria) ha modificato la percezione della spinta espulsiva e reso molto spesso l’episiotomia (taglio del perineo) una necessità.
Spesso durante un’intervista volta a pianificare un trattamento si dimentica di chiedere alla donna i vissuti relativi al parto, all’episiotomia, alle lacerazioni. 

La donna ha smesso di fidarsi ma ancor prima di conoscere le posizioni istintive per assecondare la dilatazione e con sguardo supplicante ha guardato noi, gli esperti, chiedendo aiuto. 
Il fiorire di teorie su come si debba partorire ne è stata la conseguenza.
La sessualità stessa ormai è messa nelle mani “dell’esperto” che ci spiega come fare l’amore e come godere di più.
Ma la “sapienza corporea” è solo sopita.
La percezione vaginale è solo addormentata.
Le movenze sensuali solo inibite.

Maieuticamente allora sta a noi dare strumenti alla donna per riscoprirsi, per risentirsi, armonizzando quelli  che sono i vari sistemi funzionali  coinvolti nel parto, nella sessualità, nella minzione, nella defecazione: corpo, respiro, voce e perineo.

D.ssa Stella De Chino
 

(1) The silent, private exercise: experiences of pelvic floor muscle training in a sample of women with stress urinary incontinence
E.J.C. Hay-Smith a,., K. Ryanb,1, S. 
Physiotherapy 93 (2007) 53–61 




 

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