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Il mio corpo è più del mio corpo. Io non ho un corpo, io sono un corpo.
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Il mio corpo, in realtà, è sempre altrove. È legato a tutti gli altrove del mondo. E, a dire il vero, è altrove solo nel mondo. Perché è intorno a esso che le cose si dispongono, è rispetto a esso, e rispetto a esso come rispetto a un sovrano, che ci sono un sopra, un sotto, una destra, una sinistra, un avanti, un dietro, un vicino, un lontano. Il corpo è il punto zero del mondo, là dove i percorsi e gli spazi si incrociano. Il corpo non è da nessuna parte...

Acqua e Perineo: Protezione ed Abbandono

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Introduzione

Durante la partecipazione al corso di acquaticità prenatale mi è sorta spontaneamente una riflessione: due proprietà, secondo me, sono comuni al perineo e all’acqua.

Sia l’acqua che il perineo hanno la capacità di proteggere e di permettere l’abbandono.

Se ci immergiamo in acqua, ad esempio in una vasca, sarà molto istintivo avvertire una sensazione di protezione. L’acqua, infatti, ci cullerà, riempirà i nostri spazi, si adatterà alle forme e alle dimensioni del nostro corpo che sembrerà più leggero, ci accarezzerà con il suo tocco impalpabile, ci massaggerà e noi…ci sentiremo protetti. Se ci si sente protetti è facile abbandonarsi alle sensazioni più profonde, allentare le tensioni e le preoccupazioni, entrare in un mondo personale dove per un po’ di tempo, ci si scorda di dover correre e dove tutto è lentezza, fluidità e pace.

Anche il perineo protegge e si abbandona…

Anatomia del perineo

Il perineo è la parte del corpo femminile meno conosciuta dalle donne ma detiene molta responsabilità nel determinarne la qualità della vita.
Ma che cosa è il perineo? Il perineo, chiamato anche pavimento pelvico è una struttura fibro-muscolare che chiude in basso la pelvi ed è formato da vari strati che, dall’interno verso l’esterno, sono:
1.      Il diaframma pelvico
2.      Il diaframma uro-genitale
3.      Lo strato dei muscoli sfinterici superficiale

Il diaframma pelvico è formato dal muscolo elevatore dell’ano, che ne costituisce lo strato esterno, e dal muscolo pubo-rettale, che ne forma lo strato interno.

Lo strato esterno è costituito dalle tre porzioni del muscolo elevatore dell’ano: il pubo- coccigeo che contorna l’apertura mediale (hiatus genitale) attraversata da uretra, vagina e retto, l’ileo-coccigeo e l’ischio-coccigeo. Le loro fibre hanno un decorso verso il basso, indietro e verso la linea mediana dove terminano sul rafe ano-coccigeo, sul coccige e sulle ultime due vertebre sacrali.

Lo strato interno è formato dal muscolo pubo-rettale che decorre dalla faccia posteriore del pube quasi verticalmente indietro ed in basso e si inserisce sul Centro Tendineo del Perineo (CTP), dove si incontrano quasi tutte le inserzioni dei muscoli perineali. Questa zona situata fra vulva ed ano viene chiamata perineo ostetrico.

I muscoli del diaframma pelvico assumono una forma di cupola convessa verso il basso e concava verso l’alto.
Il perimetro osseo sul quale si inseriscono i muscoli del diaframma pelvico comprende, anteriormente, il bordo inferiore del pube, lateralmente, le branche ischio-pubiche e le tuberosità ischiatiche, posteriormente, il coccige e le ultime due vertebre sacrali (a livello della circonferenza dello stretto medio del piccolo bacino).

Il diaframma uro-genitale è costituito dal muscolo trasverso profondo del perineo (situato fra i due foglietti dell’aponeurosi media) e si inserisce a livello delle tuberosità ischiatiche.

Lo strato dei muscoli sfinterici superficiali comprende:

1.      Lo sfintere esterno dell’ano, attorno al canale anale, tra il centro tendineo e il legamento ano-coccigeo
2.      Il bulbo-cavernoso (costrittore della vagina), dal clitoride al centro tendineo
3.      L’ischio-cavernoso, dal pube fino in prossimità delle tuberosità ischiatiche
4.      Il trasverso superficiale del perineo, teso fra le due tuberosità ischiatiche

L’inserzione dei muscoli dello strato superficiale avviene perciò, a livello della circonferenza dello stretto inferiore del piccolo bacino. Anteriormente alla parte inferiore del pube, posteriormente al coccige, lateralmente tra i due ischi.

I muscoli del piano superficiale disegnano una sorte di “8” che si incrocia a livello del centro tendineo del perineo.

L’insieme dei muscoli del diaframma pelvico, uro-genitale e del perineo superficiale, assicura una doppia funzione:

  • Di sostegno dell’addome, legato particolarmente alla qualità contrattile dei muscoli
  • Di passaggio verso l’esterno o l’interno, reso possibile dall’elasticità della struttura

Ecco, quindi, la capacità di PROTEZIONE e di ABBANDONO (inteso come capacità di rilassarsi e di aprirsi) del perineo.

In particolare, localmente il pavimento pelvico contribuisce alla statica pelvica, alla continenza, alla circolazione locale, alla fase motoria dell’orgasmo e collabora attivamente durante il parto.

Inoltre, il pavimento pelvico è anche importante come muscolo espiratorio ausiliario in relazione all’attività del diaframma espiratorio, in quanto occorre anche la sua contrazione per ridurre la pressione intra-addominale, e facilitare la risalita del diaframma respiratorio. Il pavimento pelvico, infine, favorisce il ritorno venoso e linfatico.

I muscoli perineali sono muscoli misti, composti sia da fibre muscolari lisce involontarie (muscolo elevatore dell’ano e muscolo trasverso profondo), controllate dal sistema nervoso autonomo, sia da fibre muscolari striate (muscoli ischio cavernoso, bulbo cavernoso e trasverso superficiale) che sono sotto il controllo del sistema motorio volontario. Inoltre vi sono il 51% di fibre di tipo I cioè toniche ( che assicurano la funzione di continenza in condizioni normali) ed il 49% di fibre di tipo II o fasiche che invece garantiscono la continenza quando ci sono degli improvvisi aumenti della pressione intra-addominale, ad esempio quando si starnutisce, tossisce o quando si sollevano dei pesi.

Aspetti fisici, emozionali, spirituali del perineo femminile

L’Acqua per essere contenuta ha bisogno di fermarsi sulla Terra.

Il pavimento pelvico, sostiene tutti gli organi interni, i visceri. Simbolicamente i visceri rappresentano l’elemento Acqua. L’acqua (il ventre), il luogo delle emozioni, poggia sul perineo e ne è in contatto. Senza di lui non potremmo contenere i nostri organi, tutto cadrebbe.

Dal punto di vista elementale il perineo è il centro della Terra, metafora della concretezza e delle radici.

Dunque, Acqua e Terra, Acqua e Perineo, due elementi che sembrano essere contrapposti. Sono elementi opposti che in realtà si completano e proprio perché si completano hanno dei punti di contatto, di collegamento che ho percepito innanzitutto nella comune capacità di contenere e lasciare andare.

La Terra contiene l’Acqua ma è anche in grado di aprire i suoi argini di fronte alla sua potenza.

L’Acqua protegge la Terra perché la nutre, al contempo la modella, facilitando il suo cedere.

E’ proprio durante la gestazione ed il parto che si rende più evidente la doppia funzionalità del perineo.

Infatti durante i nove mesi di gestazione, il muscolo perineale contiene la gravidanza, tiene chiuso il corpo della donna  perché possa portare a compimento la maturazione del bambino fino al momento della nascita. Durante il parto, invece, in un ambiente intimo e protetto, senza bisogno di essere toccato, il perineo si lascerà distendere, acconsentirà ad aprirsi, adabbandonarsi, affinché il bambino possa nascere ed entrare in questa vita terrena.

Il perineo, oltre ad assolvere queste funzioni, prettamente organiche, è anche il luogo delle sensazioni ed emozioni più profonde della donna, quali le paure e l’angosce, il coraggio, la forza, il piacere intenso.

E’ il luogo dell’identità e dell’integrità della donna.

E’ considerato la sede dell’inconscio, luogo di memorie antiche e di condizionamenti.

E’ sede delle principali funzioni neurovegetative, di istinti legati alla sopravvivenza quali la sessualità, la riproduzione, l’eliminazione, la respirazione.

E’ l’organo dell’orgasmo e stimola la produzione ormonale (ossitocina, endorfine, adrenalina).

Il perineo è, da quanto sin qui detto, ruolo attivo nella vita di ogni donna, riflettendone gli umori, le paure, la serenità, la felicità, la tristezza. Insomma oltre ad assolvere importanti funzioni “fisiche” si può dire che è anche un rivelatore delle emozioni di ogni donna, una seconda faccia sulla quale non si possono indossare maschere e che riflette ciò che di più intimo la persona abbia dentro.

Per il perineo è molto più facile proteggere che abbandonarsi, rilasciarsi. Ciò perché, come si è potuto evincere, il perineo è estremamente sensibile ai segnali di pericolo e alla minima percezione di questi, si pone in stato di allarme e di difesa, irrigidendosi e trattenendo i contenuti viscerali.

La capacità di rilasciarsi del perineo si dimostra in modo lampante su due fasi del ciclo riproduttivo: durante l’atto sessuale e poi durante l’espletamento del parto. Se il perineo si distende, accoglie, si rilassa (si abbandona) vi sarà benessere sessuale e si potranno prevenire le sue lacerazioni durante il periodo espulsivo.

Prevenire le lacerazioni perineali

I pericoli possono sorgere dall’interno e/o dall’esterno e sono da tenere in considerazione nella prevenzione delle lacerazioni, tenendo conto dei seguenti fattori:
  • Fattori personali della donna, quali il suo rapporto con il corpo, con la sessualità, con il perineo, la sua storia, il tono della sua muscolatura perineale. Questi fattori possono essere l’origine di stimoli facilitanti o inibenti (pericoli).
  • La situazione ambientale infatti la funzione involontaria del perineo riflette tutti i fattori ambientali frenanti, ostili all’apertura. Per funzionare bene richiede l’assenza di stimoli corticali e la presenza di molta intimità.
  • La paura delle aggressioni; il perineo è l’organo dell’autoconservazione e dell’integrità,appena avverte un pericolo si contrae, o, nel caso del parto, inverte la sua peristalsi dall’esterno verso l’interno trattenendo il bambino con la stessa forza con la quale lo stava portando fuori. Quando il perineo è contratto in difesa, si lacera al passaggio del bambino anche se il disimpegno è lento. Se il parto, venisse interpretato come un grande atto d’amore verso il bambino, verso la vita, qual è, e la donna si trovasse in buona condizione fisica, in un ambiente protetto, non vi sarebbero lacerazioni da parto.

La prevenzione delle lacerazioni non è legata al momento del disimpegno del bambino, ma richiede la realizzazione di una serie di condizioni per permettere al perineo di assolvere alla sua funzione nei migliori modi e inizia con la preparazione al parto.

L’Acqua aiuta il Perineo

Un obiettivo, quindi, fondamentale in un corso di accompagnamento alla nascita sarà quello di facilitare il rilassamento del perineo, oltre che renderlo più tonico, in modo tale che, durante il parto, la mamma sarà portata istintivamente a recuperare le esperienze vissute e quindi a ripeterle. Per favorire il rilassamento perineale non si andrà a lavorare solo sul piano fisico, ma anche su quello emozionale proprio perché il perineo è legato alle sensazioni ed alle emozioni.

Dunque, aspetti importanti da approfondire nella preparazione al parto stanno nell’educazione della donna in attesa a un buon legame con il bambino che aspetta, cosa che le faciliterà la simbiosi con lui durante il travaglio e la separazione durante il periodo espulsivo; in un lavoro profondo verso l’apertura interiore; in esperienze di passività-ricettività scelte consapevolmente; in riflessioni sul bambino come soggetto e individuo e sulla vita che lo aspetta, per favorire il vissuto emotivo durante il parto.

Tutto ciò favorirà sicuramente la capacità di rilassare il perineo ed assecondare l’altra sua funzione fisiologica, cioè la capacità di rilasciarsi e di rilasciare.

Quindi un corso di preparazione alla nascita non dovrà approcciarsi alla donna solamente da un punto di vista fisico insegnando, ad esempio, a mantenere forte e tonica la muscolatura perineale, ma dovrà approcciarsi in senso olistico cioè rivolgendosi anche alla sfera emozionale ed istintuale della donna.

L’elemento che più soddisfa tali esigenze è sicuramente l’acqua.

Dal punto di vista del lavoro corporeo l’acqua presenta molti benefici soprattutto per la gestante.

In acqua i movimenti sono più lenti, più sinuosi e morbidi e ciò facilita sicuramente l’acquisizione di una maggiore consapevolizzazione corporea. Con l’acqua si possono mobilizzare dolcemente le articolazioni, soprattutto quelle della colonna vertebrale e del bacino che sono più sollecitate durante la gestazione. Un altro vantaggio importantissimo dell’immersione in acqua, riguarda la circolazione sanguigna e linfatica che miglioreranno significativamente.

La gestante in acqua si sente più leggera con sensazioni benefiche sulla colonna, sul bacino, a livello degli arti inferiori e proprio grazie a questa sensazione, le sarà più facile effettuare un lavoro corporeo in acqua piuttosto che fuori.

Le donne in attesa vanno incontro ad una graduale trasformazione fisica ma anche psichica. Importante in queste trasformazioni, è il ruolo degli ormoni, soprattutto del progesterone che induce un progressivo rilassamento nella donna, una sorta di rallentamento. Nell’acqua, quindi, la gestante trova una sua dimensione ottimale; si trova in sintonia con l’acqua perché questo elemento già di per sé induce a rallentare i ritmi e a rendere tutto più lento e fluido. Queste sensazioni fisiche, si traducono sul piano mentale, in uno stato di profondo rilassamento, in un senso di distacco dalla realtà “terrena”, in uno stato di vero e proprio galleggiamento che porta all’apertura, all’abbandono, al lasciarsi andare e al lasciarsi trasportare conquistando, quindi, anche maggiore fiducia verso se stessi e verso l’altro.

Se la futura mamma sperimenta e riscopre queste sensazioni in acqua durante la gravidanza, sarà, secondo me, più facile per lei abbandonarsi e lasciarsi andare durante il travaglio, scandito dalle ritmiche onde di contrazione e rilassamento, e soprattutto durante il periodo espulsivo dove è necessaria l’apertura del perineo per far nascere il bambino.

Da quanto sin qui detto, è emerso quanto sia importante assicurare una buona funzionalità del perineo non solo ai fini del parto ma anche per il benessere generale della donna. Per mantenere in ottima funzione il perineo è necessaria, innanzitutto, la presa di coscienza, da parte delle donne, di questa regione anatomica per poi passare ad esercitare i muscoli perineali.

Fondamentale è poi l’abbandono, permettere che il perineo si rilassi, cosa alcune volte più difficile da raggiungere rispetto al mero esercizio di contrazione muscolare. Infatti lasciare che il proprio perineo si rilassi, presuppone un abbandono anche delle proprie resistenze mentali e culturali. Forse è così difficile lasciare che il perineo si rilassi perché si può avere paura di non essere più padrone del proprio corpo. In realtà significherebbe riuscire a fidarsi del proprio corpo e delle proprie potenzialità e ciò risulta essere tanto più importante durante la gravidanza che in qualsiasi altro momento, quando la gestante si prepara anche psicologicamente ad affrontare il proprio parto ed è quindi il momento in cui la donna ha più bisogno di fidarsi di se stessa e di affidarsi a se stessa.

Questo lento lavoro sulla sua mente e sul suo corpo, la gestante potrà più facilmente farlo stando in acqua, ambiente che naturalmente favorisce il rilassamento, la concentrazione su stessi, il riemergere di emozioni e quindi anche la ri-scoperta di se stessi.

È facile comprendere, quindi, come il lavoro sul proprio perineo può essere facilitato attraverso l’ausilio di questo elemento.

In un corso di accompagnamento alla nascita, secondo me, una delle difficoltà iniziali è proprio quella di lavorare sul perineo. Sia perché questa regione del corpo femminile non è anatomicamente conosciuta e sia perché vi sono molti condizionamenti culturali e sociali che ostacolano la conoscenza di questa regione. È importante, quindi, che l’operatore approcci tale argomento con naturalezza, osservando attentamente le reazioni delle gestanti, cercando di cogliere le resistenze ed i timori. La mia personale opinione è che, per facilitare “l’incontro” con il proprio perineo, bisogna prima vincere le resistenze mentali, con tatto e rispetto, per andare verso una dimensione più naturale ed istintiva. Fondamentale è poi il lavoro sul proprio corpo in modo da prendere “contatto” con il perineo.

Il lavoro sul corpo ha due obiettivi principali: uno è rivolto alla preparazione fisica del corpo al parto, allo scioglimento delle tensioni muscolari, alla mobilità del corpo, all’efficienza del perineo e, più in generale, al benessere e alla salute in gravidanza. L’altro obiettivo è quello di fornire delle esperienze attraverso il lavoro corporeo per apprendere tramite i canali irrazionali il processo del parto, la conoscenza di sé e l’attivazione delle proprie risorse. Il lavoro sul corpo, quindi, propone delle piccole esperienze e favorisce la sperimentazione, permettendo ad ogni donna di trovare i propri strumenti che le torneranno utili nel momento del travaglio e del periodo espulsivo.

Lo strumento che viene in aiuto alle mamme, in questo processo di ri-scoperta di sé, è proprio l’acqua perché favorisce l’abbandono delle resistenze (sia mentali che fisiche), la regressione, il contatto con un io istintivo ed arcaico.

L’acqua favorisce la comunicazione della mamma con il proprio bambino; comunicazione che avviene attraverso canali soprattutto non verbali ma più intimi ed istintivi. Nell’acqua la mamma può vivere le sensazioni del proprio bimbo, perché galleggia e fluttua proprio come il suo bambino dentro il suo utero. Tramite questa immedesimazione si può accendere un nuovo canale comunicativo fra mamma e bambino, favorendo l’instaurarsi di un buon legame pre-natale, condizione che faciliterà la mamma, durante il parto, ad essere pronta a lasciare andare il proprio bambino e ad accoglierlo nella sua nuova vita fuori dall’utero.

Conclusioni
L’acqua ci offre un grande dono: quello di riscoprire sensazioni ed emozioni che, ormai troppo spesso, rimangono taciute in noi stessi che viviamo in un mondo sempre più “veloce” e caotico.

L’acqua permette di attuare un processo di regressione che ci porta di nuovo in armonia con la natura, come quando siamo nati. Forse perché, dentro di noi, risiede una memoria arcaica di quando eravamo immersi nel liquido amniotico…

Perché non approfittare di questo Elemento per riscoprire noi stessi?
 

Se avete davvero capito cos’è il lasciarsi andare, l’abbandono, se tutto il vostro corpo è aperto, libero, disteso

e particolarmente la bocca, la gola, le mani, gli occhi, allora non dovete fare proprio niente.

Se non lasciar fare, lasciar nascere il bambino.

Basta non fare più opposizione, non spaventarsi, né irritarsi della forza, della frenesia che il

bambino mette a voler nascere.

Infine, supremo sacrificio, abnegazione totale, bisogna dire dentro di sé: si, lasciami.

La vita, la tua vita è là, davanti a te.

Prendila.

F. Leboyer

 

 

 

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In aula maggio 2012